Invitati a realizzare un’opera permanente per il Comune di San Casciano, Perino & Vele hanno progettato per le mura del Teatro Niccolini The end of second act: un’installazione sospesa, una “seconda pelle” dalle sembianze animali che interrompe la monumentalità dello spazio architettonico inducendo nell’osservatore un sottile senso di straniamento. A questo si aggiunge poi il senso di incertezza percettiva indotta dall’indeterminatezza del materiale: attraverso il rinnovato impiego della cartapesta, utilizzata dal duo campano fin dal suo esordio per plasmare forme singolari, morbide e sinuose (e in questo caso rivestite in vetroresina per aumentarne la resistenza agli agenti atmosferici), gli artisti sfidano la solidità tipica della scultura tradizionale invitando a un nuovo sguardo. The end of second act mette così in atto una “narratività inconsueta”, capace di mutare condizioni e consistenza del quotidiano per dar vita a relazioni e paesaggi straordinari.

Perino & Vele
Attivi dal 1994, Perino & Vele privilegiano l’utilizzo della cartapesta per la realizzazione delle loro opere. Hanno sempre giocato con la capacità degli osservatori di riconoscere nelle loro sculture la propria realtà quotidiana, mostrandogli attraverso una luce nuova, iconica ma nello stesso tempo ironica, il mondo degli oggetti che ci circondano.
Macinando quotidiani di vari colori, riciclano le pagine in un miscuglio di parole ed immagini; un impasto mediatico che, una volta plasmato, torna a comunicare. Un gioco tra l’ironia dei significati e l’ambiguità dei materiali, in una sorta di antagonismo comunicativo.
Le loro opere si sono misurate con dimensioni sempre più monumentali, ma l’uso della cartapesta sottrae quell’aura e quella solidità tipica di una scultura tradizionale, rispetto alla quale i due artisti campani giocano la carta dell’ironia.