La rassegna, ideata nel 1996 da Fabio Cavallucci e Sergio Bettini, dal 2002 è curata da Arabella Natalini.
Dall’anno della sua prima edizione ad oggi, Tusciaelecta ha invitato più di cinquanta artisti a visitare le cittadine coinvolte e a progettare lavori che intervenissero nel territorio con l’obiettivo di costruire un rapporto significativo tra opere d’arte, appositamente realizzate, e contesto ospitante.
I lavori che ne sono risultati – eterogenei per processualità, progettualità e poetica – travalicano la sfera estetica nel senso più convenzionale del termine per inoltrarsi nella dimensione sociale, non solo con la loro presenza nei luoghi, ma anche attraverso lo scambio con il pubblico e con le energie produttive locali. Se, infatti, uno dei fini principali di un progetto d’arte che si sviluppa sul territorio è costituito dal raggiungimento dell’integrazione tra opera e luogo, il rapporto con il territorio in senso più lato costituisce la condizione necessaria affinché questa operazione acquisti senso e valore.

In accordo con questo presupposto, nel biennio 2002/2003 Tusciaelecta ha coinvolto il territorio in maniera capillare, evitando la collocazione dei lavori in luoghi suggestivi ma spesso privati e distanti dalla vita quotidiana e concentrando invece la rassegna in alcuni degli spazi nodali delle singole comunità, individuati nelle piazze e nelle strade principali dei comuni promotori.
Questo “spostamento nel cuore dell’abitato” ha portato inevitabilmente, e programmaticamente, a un confronto con un pubblico allargato, aprendosi a una possibile relazione non solo con i frequentatori abituali delle mostre e con i numerosi turisti che visitano il Chianti, ma anche, e soprattutto, con gli abitanti.
L’intento è stato dunque quello di realizzare opere site-specific per i punti di scambio sociale, comunicazione e passaggio, concepite come elementi d’interferenza nella quotidianità, che potessero, con la loro presenza, offrire immagini alternative a quelle stereotipate del paesaggio toscano “da cartolina”, invitando a esperienze e frequentazioni attive ed eterogenee.

A partire dal 2004 Tusciaelecta ha avviato un percorso di graduale ridefinizione del proprio indirizzo progettuale. In questa fase di riflessione, è stata commissionata un’opera digitale che non interveniva fisicamente nel territorio, ma si “infiltrava” virtualmente nel sito di Tusciaelecta. E’ stato così proposto un lavoro interattivo in grado di capovolgere il consueto rapporto statico pubblico-opera e, parallelamente, di riaccendere l’attenzione su tutta la realtà territoriale coinvolta nella manifestazione (pur non essendo fisicamente collocato in nessuno dei comuni promotori).

In seguito, con l’obiettivo di promuovere una crescente interazione tra opere, contesti ospitanti e fruitori, la rassegna ha iniziato a concentrarsi sempre più nella produzione di opere site-specific permanenti.
Queste, per quanto tese a un maggior radicamento all’interno del territorio, non vogliono proporre una risposta univoca su quale debba essere la modalità d’intervento nell’ambito dell’arte pubblica in un paesaggio come quello del Chianti, quanto piuttosto offrire la possibilità di elaborare pensieri che possano mettere in gioco una nuova consapevolezza dell’abitare e dell’essere in relazione con la comunità, e con il nostro tempo.
La scommessa è allora dar vita a una nuova costellazione paesaggistica che prenda forma dalla congiunzione del “corpo estraneo dell’opera” con le abitudini quotidiane – sociali, estetiche, culturali – degli abitanti.

Dal 1996 ad oggi Tusciaelecta. Arte contemporanea nel Chianti e’ stata promossa dai Comuni di Greve in Chianti, Barberino Val d’Elsa, Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Impruneta, Radda in Chianti, San Casciano Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa e Firenze, in collaborazione con Regione Toscana, Province di Firenze e Siena, Agenzie di Promozione Turistica di Firenze e Siena.